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Oscurare Capezzone?

L’ultimo episodio di “Casa Pannella” è andato in onda, “live” come sempre, domenica su Radio Radicale nel corso della “conversazione settimanale” tra Marco Pannella e il direttore, Massimo Bordin. Dopo tre quarti d’ora un po’ così dedicati al conclave di Caserta, Pannella ha chiesto a Bordin di considerare l’ipotesi di togliere a Daniele Capezzone il […]

L’ultimo episodio di “Casa Pannella” è andato in onda, “live” come sempre, domenica su Radio Radicale nel corso della “conversazione settimanale” tra Marco Pannella e il direttore, Massimo Bordin. Dopo tre quarti d’ora un po’ così dedicati al conclave di Caserta, Pannella ha chiesto a Bordin di considerare l’ipotesi di togliere a Daniele Capezzone il suo ormai abituale spazio domenicale di rassegna stampa mattutina. Marco – che della radio è editore oltre che primo ascoltatore, spesso caporedattore e a volte anche tecnico – ha spiegato che quello spazio è del segretario del partito, ma Bordin gli ha fatto notare che il Cap. leggeva i giornali domenicali da prima che diventasse segretario. In effetti il punto pannelliano non è burocratico, ma politico: “Quando l’ex segretario del partito fa la rassegna stampa, la fa in modo egregio, ma anche manifestamente autopromozionale, sul piano politico per carità”. Sono seguiti nove minuti radiofonici memorabili, con Pannella che chiedeva a Bordin di rimuovere “autonomamente” Capezzone e magari di sostituirlo con Marco Cappato, il quale pare che implori Pannella di essere “provato” anche lui, “un tantino e se c’è la possibilità”. Bordin: “Però, scusa, questo è sgradevole… Cappato alza il telefono, va in onda quando vuole”. Pannella: “No, no, il problema non è dell’onda…”. Bordin: “Ahhh, è della rassegna stampa?!?”. Pannella: “E’ della domenica mattina che ha, come sappiamo, un primato di ascolti per mille motivi…”. Bordin: “Ma non è vero…”. Bordin ha provato a trovare una soluzione: “Allora senti, facciamo una bella cosa: decidiamo che la programmazione della domenica mattina viene decisa dal partito, io non ho alcun problema”. Pannella: “Decidiamo assieme nulla!”. Bordin: “Perché? Come editore della radio hai tutto il diritto di…”. Pannella: “No, perché com’è noto io come editore della radio non ho mai mai mai mai accettato di interferire o di dare indicazione”.
I due sono rimasti sulle loro posizioni, Pannella spiegava le sue ragioni, Bordin commentava con svariati “mmmh…”. Pannella: “Adesso verrà fuori che gli vogliamo fare mobbing, togliergli il lavoro…”. Bordin: “Be’, insomma, eh… eh… vabbè, ho capito però, va bene. Vabbè, allora diciamo che io mi riservo una decisione”. Pannella: “La decisione è tua”. Bordin, con tono ironico: “Sai benissimo che non ho alcuna voglia di mettermi contro i ‘superiori interessi’ della politica”. Pannella: “I ‘superiori’?… ah, be’, anche tu hai paura del mobbing?”. Bordin, un po’ alterato: “Pannella, io non ho paura di niente e di nessuno, figurati se ho paura. Così no, eh. Così no! A me al massimo mi puoi licenziare, ma fare mobbing no, eh. Hai capito?”. Pannella: “Rispondevo a una cosa che tu dicevi… ‘superiore’ un cavolo di nulla. Io non sono un tuo superiore…”. Bordin: “Chi te l’ha mai detto, se avessi cercato i ‘superiori’ avrei fatto il militare. Che stai dicendo, dài…”. Bordin, che certo non è capezzoniano, ha continuato a definire “sgradevole” la discussione che, peraltro, continua dal Congresso di Padova, quello della defenestrazione del Cap. In ogni caso: “La rassegna stampa della domenica non vedo motivo di cambiarla”. E Pannella: “Ti ho fatto semplicemente presente che esistono valutazioni diverse in giro e l’ho detto anche ufficialmente, vanno valutate anche quelle, tutto qua”. Bordin, sibillino: “E allora sono dispiaciuto di queste valutazioni diverse e prenderò, allora, mie valutazioni”.
Al Foglio Capezzone dice che non vuole “commentare un episodio un po’ deludente”, ma ringrazia Bordin “per il comportamento ineccepibile e ammirevole”. Domenica sarà in onda, conferma Bordin, “a meno che – e ride – non si riunisca il Politburo del partito”. E se Pannella decidesse di sostituire lui, Bordin, invece di Capezzone, nella conduzione della “conversazione settimanale” della domenica? “Volesse Iddio – scherza Bordin – almeno la domenica potrei cenare a un orario decente”.