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No al piano Paulson

New York. Il piano Paulson per salvare Wall Street non è passato. Molti deputati repubblicani (133, molti più del previsto) hanno risposto con un “no”, di fronte alle pressioni della base conservatrice e in reazione al discorso “troppo fazioso” della speaker democratica Nancy Pelosi. Anche 95 democratici si sono ribellati all’indicazione di partito. La Casa […]

New York. Il piano Paulson per salvare Wall Street non è passato. Molti deputati repubblicani (133, molti più del previsto) hanno risposto con un “no”, di fronte alle pressioni della base conservatrice e in reazione al discorso “troppo fazioso” della speaker democratica Nancy Pelosi. Anche 95 democratici si sono ribellati all’indicazione di partito. La Casa Bianca è molto dispiaciuta. Insomma, aveva ragione Wall Street a non fidarsi, a non credere all’approvazione del piano di salvataggio dell’Amministrazione Bush. Alla prima votazione, la Camera dei rappresentanti ha bocciato la legge che avrebbe creato il fondo da 700 miliardi di dollari per consentire alle banche di trasferire sul bilancio pubblico i titoli invendibili. Sono arrivati solo 205 dei 218 voti necessari e ora è impossibile prevedere il destino del piano voluto dal segretario al Tesoro Henry Paulson. Pare certo che se ne tornerà a parlare nei prossimi giorni, ma dopo nuove modifiche. Per domani era previsto il voto al Senato, i candidati Barack Obama e John McCain avevano annunciato la loro presenza, ma al momento in cui questo giornale va in stampa, non è chiaro che cosa succederà. Le polemiche continueranno, con Pelosi accusata di aver causato il fallimento con il suo discorso troppo fazioso e di aver trasformato la crisi finanziaria in crisi politica.
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