A Palermo il Pd dice “no” alle unioni civili.

A Palermo il gruppo consiliare del Pd abbandona l’aula quando si tratta di votare una delibera che istituisce anche nel capoluogo siciliano il registro delle unioni civili. Una delibera che garanti...

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A Palermo il gruppo consiliare del Pd abbandona l’aula quando si tratta di votare una delibera che istituisce anche nel capoluogo siciliano il registro delle unioni civili. Una delibera che garantisce alle coppie eterosessuali e omosessuale non sposate di accedere ad una serie di servizi finora preclusi. Oltretutto la delibera riguarda anche “i cittadini stranieri coabitanti o residenti nel comune di Palermo”. In questo modo il Comune si impegna “a  non discriminare le coppie di fatto in materia di casa, sanità e servizi sociali, politiche per giovani, genitori e anziani, sport e tempo libero, formazione, scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione, trasporti”. Dall’iscrizione dei figli all’asilo, all’inserimento nella graduatoria dell’emergenza abitativa. I benefici concessi alla coppia – su questo punto si è battuto molto il sindaco – varranno anche dopo la morte di uno dei due conviventi.

In una materia così delicata, che dovrebbe essere al centro del programma del Pd, i consiglieri comunali dei democratici hanno preferito lasciar perdere. Due assenti su tre,  e l’unico presente, Carlo Di Pisa,  ha abbandonato l’aula dicendo che «ci sono ben altre scadenze urgenti». A ciò si aggiunge  il sostegno della delibera sul registro delle unioni civili da parte di Udc e Pdl. Insomma l’ennesima figuraccia anche perché i democratici non possono vacillare in materia di diritti civili. «È un fatto grave, inaudito», sbotta un parlamentare democrat a Montecitorio. Sopratutto,  in una città, come Palermo, che sabato 22 ospiterà il “Gay Pride 2013”. 

Twitter: @GiuseppeFalci