Banca(rotta)Che razza di Stato è quello che “avvisa” i propri cittadini di “stare sereni” dopo averne cancellato per legge i risparmi?!?

Gli intoccabili (The Untouchables) è uno splendido film di 30 anni fa diretto da Brian De Palma ed incentrato sulla battaglia che un agente federale statunitense (tale Eliot Ness), interpretato da ...

Hummingbird

Gli intoccabili (The Untouchables) è uno splendido film di 30 anni fa diretto da Brian De Palma ed incentrato sulla battaglia che un agente federale statunitense (tale Eliot Ness), interpretato da Kevin Costner, intraprese per riuscire a mettere in prigione il boss malavitoso Al Capone, interpretato da uno straordinario Robert De Niro. La storia si sviluppa nella Chicago del 1930, ma sembra attualissima visto e considerato come di “intoccabili” anche oggi ne esistono a bizzeffe, anche all’interno del territorio nazionale.

Ne sanno qualcosa i due risparmiatori, aderenti all’Associazione Vittime del Salvabanche i quali, a seguito di una pacifica manifestazione contro un leader politico del P.D. in data 24 novembre a Pistoia, si sono visti recapitare a casa dalla Questura pistoiese un F.V.O. (Foglio di Via Obbligatorio).

La vicenda è narrata per intero da uno dei protagonisti alla Gazzetta di Pistoia ed è consultabile al seguente indirizzo.

Nell’articolo si cita anonimamente una seconda persona alla quale è stato notificato analogo atto, atto che siamo in grado di riprodurre qui di seguito, solo parzialmente e senza indicazioni di dati sensibili (indicando solo le iniziali M. G.), per comprovare quanto affermato.

A favore di chi non fosse pratico in materia ricordiamo che il provvedimento in questione è regolamentato dal Decreto Legislativo n. 159 del 6 settembre 2011, entrato in vigore il 13 ottobre 2011 e dal significativo titolo di “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136” (GU n. 226 del 28/09/2011 – Suppl. Ordinario n. 214).

Incidentalmente osservato che i due risparmiatori in questione saranno stati felicissimi (!?!) di vedersi recapitare un provvedimento restrittivo di solito usato per mafiosi e terroristi, i soggetti destinatari di tale atto sono ben dettagliati nell’art. 1 del summenzionato decreto, laddove testualmente si legge quanto segue:

I provvedimenti previsti dal presente capo si applicano a:
a) coloro che debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, abitualmente dediti a traffici delittuosi;
b) coloro che per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose;
c) coloro che per il loro comportamento debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che sono dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica.

Lasciamo al singolo lettore individuare a quale casistica appartenga un pericolosissimo risparmiatore di anni 72 (il sig. Angiolino Campigli di cui al succitato articolo), che protesta “armato” di un temibilissimo megafono per fare sentire la propria indignazione per come è stato trattato dalle Istituzioni (Governo, Banca d’Italia, Consob, etc.) nella triste vicenda delle quattro “banche” risolte nel novembre 2015.

Sarebbe, infatti, interessante sapere in quale modo i destinatari di tale provvedimento abbiano turbato “il regolare svolgimento della manifestazione, mettendo in pericolo l’incolumità di terze persone, del personale preposto al servizio e della stessa S.V. (traduzione: di se stessi)”: forse eccedendo con i decibel del megafono e rompendo i timpani (ma solo quelli!?!) dei presenti?!?

Ad ogni modo a noi qui interessa andare, invece, a vedere cosa dica il successivo art. 2 del D. Lgs. 159/11 in merito al provvedimento di F.V.O./Divieto di ritorno:

Qualora le persone indicate nell’articolo 1 siano pericolose per la sicurezza pubblica e si trovino fuori dei luoghi di residenza, il questore può rimandarvele con provvedimento motivato e con foglio di via obbligatorio, inibendo loro di ritornare, senza preventiva autorizzazione ovvero per un periodo non superiore a tre anni, nel comune dal quale sono allontanate.

In buona sostanza, quindi, lo Stato tratta due risparmiatori dissenzienti – i quali non si sono rassegnati all’ingiustizia subita e manifestano pervicacemente e legittimamente il proprio disappunto ad ogni occasione utile – alla stregua di pericolosi black blocks, che mettono a ferro e fuoco intere città, ovvero di terroristi islamici, che pianificano attività dinamitarde.

A questo punto è legittima rivolgere alle Istituzioni tutte una domanda:

è ancora vigente (ed applicata) la Costituzione o siamo in uno Stato di Polizia, di cui non rimpiangiamo certo le tristi declinazioni che si sono avute in larga parte dell’Europa (e non solo) nel secolo scorso?

Perché se, come ci auguriamo, siamo ancora in uno Stato di diritto, ricordiamo che i seguenti articoli della Costituzione sono ancora lì a proteggere i diritti individuali di ogni e qualsivoglia cittadino italiano:

Articolo 21, comma 1 della Costituzione Italiana

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Art. 16 della Costituzione Italiana

Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.

Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.

Magari nella vicenda di questi due risparmiatori “espulsi” si dirà che è stato fatto tutto “a norma di legge”, come – d’altronde! – si sono azzerate da un giorno all’altro centinaia di milioni di euro di risparmiatori nella risoluzione delle quattro “banchette”, il tutto sempre a “norma di legge”, ma a coloro che argomentassero deprecabili giustificazioni “legali” del genere ricordiamo quanto segue:

l’apartheid era “legale”, così come la schiavitù, il colonialismo, la pena di morte ed altre nefandezze simili, dalla qual cosa l’unica somma da tirare è che la legalità è una questione di potere, spesso (o quasi sempre?!?) estranea alla giustizia.

Ed in tutta questa faccenda sembra, infatti, che alle Istituzioni coinvolte nella gestione del risparmio degli Italiani interessi esclusivamente conservare (e dimostrare) il proprio potere, piuttosto che perseguire e conseguire la giustizia nel proprio operato, magari cominciando col fare una sana e quanto mai opportuna autocritica!

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