(Es)cogito, ergo sumDonne, ammutiniamoci: è arrivato l’otto marzo

Non so se ci abbiate fatto caso, ma nelle vetrine dei fiorai le mimose non ci sono mai. Fanno la loro timida comparsa soltanto a marzo quando, per un giorno, rubano il posto alle rose rosse e veng...

Hummingbird

Non so se ci abbiate fatto caso, ma nelle vetrine dei fiorai le mimose non ci sono mai. Fanno la loro timida comparsa soltanto a marzo quando, per un giorno, rubano il posto alle rose rosse e vengono vendute a un prezzo di gran lunga superiore al loro valore effettivo.

Se ci pensate, è così anche per le donne, che sembrano stare a cuore a tutti soltanto in prossimità dell’otto marzo. Poi ‘passata la festa, gabbato lo santo’.

Ecco perché, lanciando una provocazione, mi piacerebbe che noi donne, tutte insieme, per un volta ci ammutinassimo, rifiutando auguri, mimose, inviti a feste organizzate di sole donne (tristissime) con contorno di striptease maschili (avvilenti) e ci scambiassimo un sogno. Quello di un mondo altro, in cui non ci sia più il bisogno di istituzionalizzare una giornata per festeggiarci.

Un mondo in cui le donne durante un colloquio di lavoro non si sentano chiedere se siano fidanzate, sposate e, soprattutto, se e quando abbiano intenzione di avere un figlio.

Un mondo dove non aver paura che gli uomini, quando vengono lasciati, possano uccidere una donna per un malato senso del possesso.

Un mondo dove una donna, quando ha la sventura di essere bella, debba continuamente dimostrare di essere anche intelligente.

Un mondo in cui essere madre e lavoratrice non sia più uno spudorato ossimoro.

Un mondo in cui non ci sia bisogno delle ‘quote rosa’ per imporre la presenza femminile in politica e nelle istituzioni; in cui non ci sia bisogno di lotte sindacali per equiparare la retribuzione femminile a quella maschile.

Ma, soprattutto, un mondo in cui i posti che contano davvero – da sempre patrimonio esclusivo degli uomini –  possano essere occupati, talvolta, anche da donne che non lo meritano. Allora, e soltanto allora, potremo iniziare a parlare di parità.

Tutto il resto è retorica.