La morte di Harper Lee, come di chiunque abbia passato gli ottanta anni e abbia venduto milioni di copie di un proprio libro in giro per il mondo, è l’unico tipo di breaking news che si può prevedere. O meglio, alla quale ci si può attrezzare. Non è uno scandalo né una novità per nessuno che i quotidiani lavorino in anticpo sulle dipartite dei grandi maestri preparando i cosiddetti Coccodrilli, ovvero dei ritratti prepostumi da aver pronti nel momento del bisogno. Per essere i più veloci e battere tutti sul tempo.
Oggi, alla gara sulla triste notizia della morte di Harper Lee, autrice di To Kill a Mockinbirg (Il buio oltre la siepe), è arrivato primo il sito AL.com, un sito sconosciuto dell’Alabama. E se è riuscito a bruciare tutti sul tempo è proprio perchè avevano già il pezzo nel cassetto.
Hanno sbagliato? No, affatto. Non si scandalizza nessuno per un coccodrilo. Chiunque ha lavorato in una redazione di un giornale sa che ci sono e che alcuni durano anche anni. C’è un unico problema, con i coccodrilli. Ed è che quando il personaggio in questione muore bisogna non solo pubblicarli, ma anche attualizzarli. E questo AL.com non l’ha fatto.
Scrive AL: «Harper Lee suffered a stroke in 2007, recovered and resumed her life in the hometown where she spent many of her XXX years».
Insomma, è morta Harper Lee, alla veneranda età di XXX anni. Evviva Harper Lee.
