Chi è Barone
Michael Barone è uno dei più noti commentatori politici di Washington, un formidabile conoscitore di flussi elettorali e nuove tendenze politiche. E’ una specie di Pico della Mirandola della politica americana, di cui conosce ogni singolo dettaglio, ogni episodio, ogni dato a disposizione. Ogni due anni, Barone cura l’Almanac of American Politics, un testo di fondamentale importanza per capire che cosa succede nella cittadella politica di Washington, ma anche a livello statale e locale. Grazie alla sua competenza, Barone è uno dei principali opinionisti politici televisivi della Nbc e della Fox, membro del McLaughlin Group, editorialista per l’U.S. News & World Report e, recentemente, anche blogger (baroneblog). Barone, di origini siciliane, ha scritto per il New York Times, per l’Economist, ed è un conservatore anche se molto critico con la destra religiosa.
L’Almanacco di Barone contiene, stato per stato, le biografie e le posizioni politiche di tutti i rappresentanti nazionali e federali, con approfondite analisi collegio per collegio arricchite da storia, economia e composizione dello stato e degli elettori. Nelle quasi duemila pagine ci sono anche tutti i risultati elettorali, la composizione di tutte le commissioni di Camera e Senato, insomma davvero tutto ciò che è necessario sapere sulla politica americana. Il volume viene aggiornato a ogni ciclo elettorale, vale a dire ogni due anni, in occasione delle presidenziali e delle elezioni di metà mandato. E’ edito dal National Journal, un gruppo che fornisce ai professionisti della politica i più sofisticati servizi editoriali. Le pubblicazioni, consultabili anche su Internet a prezzi molto alti, sono il National Journal, The Hotline, Congress daily, più una serie di riviste dedicate esplicitamente ai manager della politica oltre che ai temi decisivi nella politica americana come la sanità, le telecomunicazioni o le tasse. Il gruppo pubblica, inoltre, due volumi con tutti gli indirizzi, i numeri di telefono e di fax di ogni politico, assistente, funzionario, lobbysta, analista di Washington. Il National Journal è la rivista più importante del gruppo, un autorevole settimanale di approfondimento sui temi in discussione nei palazzi legislativi e di governo che è molto apprezzata per il suo equilibrio. The Hotline, invece, è una mega rassegna stampa quotidiana su oltre 2500 fonti giornalistiche, arricchita dai quotidiani sondaggi su qualsiasi elezione nazionale o locale. Il Congress Daily, infine, fornisce due volte al giorno analisi, commenti e calendario degli eventi al Congresso di Washington, ma anche i rumors, le conversazioni segrete, le strategie e le alleanze in corso nei corridoi del potere legislativo americano.
La serie NeoAmericani
Stasera, alle ore 21, comincia su Nessuno Tv (canale 890 di Sky) la serie “NeoAmericani – 10 Interviste per Sfatare l’America”, un programma televisivo in dieci puntate (da 25 minuti ciascuna) di Stefano Pistolini, Francesco Bonami e Christian Rocca. Qual è il vero stato delle cose negli Stati Uniti del 2006? Rocca incontra cinque analisti che studiano minuto per minuto le evoluzioni della politica americana e gli effetti che possono produrre a breve termine. Bonami va in cerca dei segnali del cambiamento e del rinnovamento nell’effervescente scenario dell’arte e della cultura americana.
Le dieci interviste di NeoAmericani, introdotte, presentate e commentate negli studi di Nessuno Tv dagli autori, sono un contributo “a mosaico” per superare gli stereotipi e provare a capire, al di fuori dei luoghi comuni, quali siano le autentiche intenzioni, i progetti, le potenzialità e le disfunzionalità della nazione i cui umori continuano a condizionare il mondo. La regia è di Massimo Salvucci, per la Limbo Film.
Dopo l’incontro di questa sera con Michael Barone, gli altri protagonisti della serie saranno Ed Crane, fondatore e presidente del Cato Institute, uno dei più rispettati e influenti think tank libertari di Washington.
Gary Schmitt è stato direttore del Project for the New American Century, ora guida il Programma di Studi Strategici Avanzati dell’American Enterprise Institute. William Galston è stato consigliere del presidente Clinton per la politica interna e consulente di Al Gore per le presidenziali del 2000. Fondatore del centro studi Third Way, ora è alla Brookings Institution. Paul Berman è un intellettuale liberal, tiene un corso su Tocqueville alla New York University, ha scritto “Terrore e liberalismo” (Einaudi).
Marina Abramovic è la rockstar dell’arte contemporanea. Jeff Koons è il più famoso e controverso artista americano. David Byrne è il protagonista della scena musicale newyorkese a cavallo tra anni Settanta e anni Ottanta, quella New Wave che avrebbe radicalmente rinnovato il lessico del rock. Prima coi Talking Heads, poi con la sua attività di produttore e artista multimediale, Byrne attraversa un quarto di secolo di avanguardia americana restandone saldamente uno dei più rispettati punti di riferimento.
Vito Hannibal Acconci è un artista, architetto e performer. Una leggenda vivente della scena artistica newyorkese, fin dagli esordi negli anni 60 coi suoi lavori di body art e fotografia, ispirati al Situazionismo. Stefano Tonchi è il prototipo dell’integrazione “alta” del moderno “italiano in America”. E’ il direttore del magazine Style del New York Times.