Oggi vi proponiamo una chiacchierata con Ciro Gechelin, community manager per Minube, la community di riferimento per chi ama viaggiare, condividere esperienze ed esplorare il mondo.
1. Da quanto tempo vivi e lavori in Spagna?
Dopo un anno di Erasmus a Madrid in cui ho avuto modo di conoscere a fondo la città, sono tornato a distanza di 5 anni. In gennaio compirò 6 anni di residenza a Madrid, di cui 5 e mezzo lavorando in Minube.
2. Difficoltà burocratiche spagnole VS madre patria italica
Mi hanno stupito due cose. Da una parte la poca flessibillità per ciò che concerne titoli e servizi di quella che dovrebbe essere l’ “Unione Europea”, ovvero: esistono percorsi burocratici che non mi aspettavo per cose che dovrebbero essere unificate, come il titolo universitario (che alla fine comunque non ho equiparato) o i servizi sanitari, che non è stato per nulla facile ottenere (mi sono più volte scontrato con burocrati che mi dicevano una cosa e il suo contrario, e in tema ‘Europa’ posso affermare che nessuno di questi è ben informato su come funziona). Dall’altra, una volta dentro il sistema, la burocrazia mi sembra molto più semplice rispetto a quella italiana: si aspetta pochissimo in ospedale, o per fare qualsiasi documento. Sono meglio organizzati.
3. Che cosa ti dà la Spagna in più ed in meno rispetto all’Italia?
Parto dalla premessa che io amo vivere in ambienti culturali diversi dal mio, quindi starei bene all’estero sempre e comunque, anzi è nella distanza che si rafforza il mio legame con l’Italia. Quindi in un certo senso la mia partenza era prevista. Ciononostante in Spagna ho incontrato soprattutto un ambiente culturale molto più vivace, diversificato e lontano da quell’Italia che per me oggi forse più di dieci anni fa è e rimane un’Italia molto provinciale e bigotta. Sto parlando di diritti umani fondamentali, da quelli per il matrimonio gay all’immagine della donna nei mass media. Una situazione in cui siamo ancora anni indietro.
4. Hai in programma un rientro in patria o fai parte anche tu di quelli che ‘l’Italia bella, ma per andarci in vacanza’?
Non ho un rientro in programma, è anzi più probabile che me ne vada in qualche altro Paese, magari di lingua inglese. L’Italia continua ad affascinarmi, e spero di poter visitare molto di più di quel poco che ho visto.
5. Dove ti vedi tra 10 anni?
Forse in qualche metropoli asiatica. L’importante è che faccia caldo, meglio ancora se 12 mesi all’anno!
6. Rispetto a colleghi che lavorano in settori analoghi in Italia, legati quindi al digital ed alla comunicazione, noti delle differenze?
Non sono sicuro di poter rispondere a questa domanda. In fondo quando ho lavorato in Italia non era all’interno di questo ambito. Quello che però risposi a una domanda analoga ad una tavola rotonda qualche anno fa includeva un termine spagnolo: “compañerismo”. Ho sempre vissuto all’interno di un ambiente, quello di minube, in cui sono molto forti i vincoli di gruppo, in cui si lavora nella stessa direzione con un obiettivo comune. È una sensazione che non vedo così comune in Italia.
