Via Carlo Farini 33, Milano
Come si definisce l’ecletticismo?
Da dove si parte per descrivere il filo conduttore di un cambiamento estetico continuo?
La vera prova è riuscire a trasmettere quello che rimane di un posto, tolti gli oggetti, le facce, la musica.
Opera 33 era come lo vedete nelle foto, l’ultima volta che mi sono fermata a bere una cosa. Quando vi siederete probabilmente sarà diverso, e così per ogni volta successiva.
L’unica costante che si ripropone è il cambiamento, due salette in continua evoluzione, piccole parentesi in cui sono passati festoni argento, la punta di un galeone, piante e libri di mille specie diverse (e molto altro ovviamente).
La ricerca, oltre l’estetica, è soprattutto nella fantasia delle combinazioni di cocktail, negli accostamenti che non avresti mai immaginato (alloro, pepe rosa e gin?), nei racconti sulle proprietà di ogni spezia, pianta e infuso.
Sul bancone c’è l’olfattorio, una tavolozza di essenze, per scegliere aromi e sapori sconosciuti, e provare che effetto fa sorseggiarli.
Ogni volta è un’esperienza diversa, una piccola rivoluzione sempre in atto alimentata dalla voglia di sperimentare sapori, odori e immagini in continuo movimento.
Fotografia: Giovanni Nardi
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