Redazionalmente Corretto del 10 ottobre 2003

La prima pagina dell’organo dei Radical In, cioè la Repubblica (Rep.) di ieri, 10 ottobre, si è aperta con "Strage a Bagdad, ucciso uno 007 spagnolo". Oggi Rep. sarebbe da non recensire perché sulla prima pagina c’è un ottimo articolo di mastro Francesco Merlo su un tema che confligge con gli interessi foglianti. Red. Corr. […]

La
prima pagina dell’organo dei Radical In, cioè la Repubblica
(Rep.) di ieri, 10 ottobre, si è aperta con "Strage
a Bagdad, ucciso uno 007 spagnolo". Oggi Rep. sarebbe da
non recensire perché sulla prima pagina c’è un
ottimo articolo di mastro Francesco Merlo su un tema che confligge
con gli interessi foglianti. Red. Corr. si limita a fare i complimenti
a mastro Francesco e a Rep. per averlo preso. Se Merlo fosse
rimasto dov’era, ieri avremmo letto un articolo di un ex autore
della Rai di Baldassarre convinto che Bloomberg abbia venduto
le sue televisioni una volta eletto sindaco di New York. Un appunto
a Rep. però va fatto: perché avete titolato "I
mulini a vento di Ferrara e Tabucchi", quando secondo Merlo
i mulini a vento erano soltanto di Tabucchi?
Rep. non è riuscita a prendere Gian Antonio Stella, l’autore
di inchieste sull’Italia burocratica e degli sprechi. Ha rimediato,
però. A pagina 16, c’era questo articolo: "Pesaro,
maggio 2003: due ufficiali di polizia giudiziaria altamente qualificati,
appartenenti all’Ispettorato centrale repressione frodi del Ministero
delle politiche agricole e forestali, penetrano in un supermercato.
Ispezionano ovunque, scrutano e analizzano, frugano nei depositi
e fra gli scaffali. Alla fine, bingo! Missione compiuta: ‘Vengono
reperite (così nel verbale di constatazione che consacra
lo zelo e la tenacia degli investigatori) n. 8 confezioni contenenti
ognuna 1 bottiglia di olio extravergine di oliva’". Autore:
Gian Carlo Caselli.
Divertente il corsivo di Sebastiano Messina: "Uno che vive
in un quartiere costruito da Berlusconi, tifa per una squadra
di Berlusconi, ha la polizza dell’assicurazione di Berlusconi,
ha il conto nella banca di Berlusconi, compra il giornale di
Berlusconi, legge i libri stampati da Berlusconi, va a vedere
i film di Berlusconi, paga il biglietto nei cinema di Berlusconi,
guarda le tv di Berlusconi e magari vota per il partito di Berlusconi,
oggi si ritrova sperduto, disorientato e senza una bussola quando
accende la radio o mette piede in un negozio di dischi".
Bravo, ma sembra fronda. L’umoralista Michele Serra è
indignato per la caciara di Porta a Porta causata da "governo
e opposizione (più governo che opposizione, come è
regola da Vespa)". Sarà regola, ma erano tre contro
tre. Zuccopycat s’è infervorato su Kobe Bryant. Non ha
dato la notizia che l’udienza è stata favorevole al cestista
accusato di stupro ma ha regalato ai posteri il seguente attacco:
"In un piccolo tribunale del West americano, trasformato
in un Fort Apache della paura, delle miserie e dei risentimenti
umani, torna a girare sullo schermo della giustizia da Grande
Fratello un racconto di vergogna per tutti".
Simonetta Fiori è stata costretta a scrivere del libro
revisionista di Giampaolo Pansa, e ha rivolto le seguenti domande:
"Lei, Pansa, perché ha voluto aprire una pagina così
spinosa?"; "Nessun disagio nel confrontarsi con una
materia così incandescente?"; "Crudeli e sadici
furono presenti nelle due parti in lotta (in numero senza confronti
superiore tra i repubblichini) e tuttavia ciò che differenzia
i due fronti è la diversa struttura culturale di fondo,
più adatta nel caso dei fascisti a selezionare crudeltà
e sadismo"; "Oggi gli eredi di quella storia sono al
governo"; "Su quali fonti storiografiche ha lavorato?";
Ma le testimonianze di parte fascista non rischiano di essere
faziose, devianti?"; "Non teme di sfigurare un’icona?";
"’ Se è lecito che si faccia luce e giustizia, non
è bene rimestare continuamente tutto quello che vi può
essere stato di marcio nella causa partigiana: rischieremmo di
essere ingiusti verso quello che c’è stato di bello’.
Lei non vede questo rischio, oggi?"; "Un libro sui
partigiani rossi lordi di sangue non rischia di essere inopportuno
in un paese guidato da un premier che elogia la benevolenza di
Mussolini?".
Affrettato il titolo "Nobel al Papa, emozione in Vaticano".
Ridicolo quest’altro: "Il prossimo grande traguardo diventare
madri a 25 anni". Di questo passo, un giorno arriveremo
sulla Luna. (continua)