Redazionalmente Corretto del 13 settembre 2003

Sei giugno 1997. Pagina 18 di Rep. Titolo a tutta pagina: "I telefoni salvano Milosevic". Parliamoci chiaro: Rep. è un grande giornale, fin qui credevamo che lo scoop su Telekom Serbia fosse del 2001 e per la firma di Carlo Bonini e Giuseppe D’Avanzo. Macché. I republicones sono stati molto più bravi. Hanno scoperto i […]

Sei
giugno 1997. Pagina 18 di Rep. Titolo a tutta pagina: "I
telefoni salvano Milosevic". Parliamoci chiaro: Rep. è
un grande giornale, fin qui credevamo che lo scoop su Telekom
Serbia fosse del 2001 e per la firma di Carlo Bonini e Giuseppe
D’Avanzo. Macché. I republicones sono stati molto più
bravi. Hanno scoperto i maneggi prima ancora che l’affare si
concludesse. Tre giorni prima. L’autore dello "scoop dimenticato"
(lo "scoop insabbiato" è quello di Bonini&Davanpour)
è Guido Rampoldi. Se ne sono accorti il Tempo e Maurizio
Belpietro che ha sventolato Rep. durante Excalibur.
L’informatissima pagina di Rampoldi del 1997 smentisce le difese
degli Ulivo boys che ora sostengono di non averne saputo niente,
che dell’affare di 900 miliardi con il dittatore che due anni
dopo i medesimi avrebbero bombardato era pressoché segreto.
L’ultima è stato Enrico Micheli, allora vice di Prodi,
che giovedì ha risposto a questa domanda di Bonini: "Quando
e come seppe della conclusione dell’accordo?". In questo
modo: "Credo da qualche trafiletto di giornale". Trafiletto?
L’articolo di Rampoldi occupava un’intera pagina e fu pubblicato
prima ancora che l’affare si concludesse.
La parola al Rampoldi d’annata: "Mille miliardi liquidi,
pagabili sull’unghia, rappresentano tutto per un regime che non
riesce neppure a versare gli stipendi a fine mese e deve affrontare
scioperi e ira popolare alla vigilia di elezioni cruciali".
Per essere più chiaro: "Milosevic deve sopravvivere
alle presidenziali d’autunno per sfuggire al destino che si spalanca
davanti ad ogni duce sconfitto in guerra". Secondo Rep.
non si trattava di una ovvia operazione industriale, come sostiene
adesso. Ecco cosa scrisse lo scoopista Rampoldi 1997: "La
partecipazione greca non sorprende meno scontata è la
presenza trainante di una società italiana in un affare
che, per quanto dinamica sia la Stet, non poteva essere avviato
senza l’incoraggiamento, o almeno il silenzio-assenso, della
Farnesina". Secondo Rep. Lamberto Dini, "ribattezzato
Slobo-Dini", sapeva. Rep. cita un diplomatico italiano che
definisce l’operazione una "bombola ad ossigeno" che
"probabilmente permetterà" a Milosevic "di
sopravvivere nei prossimi mesi".
Rampoldi certifica che anche Romano Prodi sapeva: "Cautela
seguita anche nell’affare italo-serbo sulla telefonia, con gli
uomini della Stet che sbarcavano a Belgrado proprio nel giorno
in cui Prodi era in visita a Zagabria con stuolo di imprenditori
al seguito". E, ancora, commentando la dichiarazione di
Prodi su una equidistanza italiana nei Balcani, Rampoldi 1997
spiega che "così Prodi è stato informato che
la politica estera del suo governo è tutt’altra".
W Rep., un grande giornale che nel 1997 fa uno scoop che poi
dimentica, che poi riciccia (2001), che poi insabbia (2002) e
che infine nega (2003).