Il
quotidiano di origine indipendente ma ora in corso di trasloco
in Largo Fochetti, quartiere della Garbatella, cioè Repubblica
(Rep.), l’unico giornale del mondo occidentale che si premura
di definire "di origine ebraica" l’autore di un articolo
comparso sulle sue pagine, ieri non era in edicola a causa di
uno sciopero proclamato per protestare contro il trasloco-deportazione
in Largo Fochetti. Ecco un resoconto dell’assemblea. Ezio Mauro,
autore di origine sabauda, ha cercato di riconquistare i suoi
ragazzi con uno slogan a lui caro: "Largo Fochetti ce l’abbiamo
solo noi". E’ stato subissato di fischi, con l’eccezione
di un vigoroso applauso di Curzio Maltese, autore di origine
epocale, nel senso di Epoca, Mondadori, Cav.: "Stiamo qui,
nella vecchia sede, da 25 anni, dieci anni in più di quelli
giustamente comminati a Cesare Previti. Non male per un giornale
che il nano si voleva comprare. Anni gloriosi per noi, della
vergogna per Lui. Eppure l’Italia di stanza ad Arcore brinda
al nostro sciopero, come a un colpo ben riuscito. Il capo del
governo si precipita a testimoniare solidarietà a noi
scioperanti e rilancia così la guerra all’editore. Non
c’è nulla per cui esultare, né da andar fieri né
da esser soddisfatti. Il Cavaliere ci vuole fregare. Non so come,
ma proprio perché non lo capisco è evidente che
sta tramando. Ma quando saranno gli italiani a dichiarare finita
la sua era, allora si aprirà davvero una stagione nuova
e migliore. In Largo Fochetti". E’ intervenuto Mario Pirani,
autore di origine Eni: "Va bene che la mia rubrica si chiama
‘Linea di confine’, ma la Garbatella è ben oltre il limes".
Michele Serra, autore di origine antropologicamente superiore,
ha detto: "Cerco di vedere il lato positivo anche nelle
cose poco piacevoli. La destra è una sorta di caporalato
culturale ma noi, parafrasando Woody Allen, alla Garbatella riusciremo
facilmente a trovare un idraulico". Più limaccioso
il commento di Francesco Merlo, autore di origine mielista, che
al Corriere aveva un buono pasto da 20 euro mentre a Rep., a
causa della perdita del colosso alimentare Sme, di 7 euro: "Fosse
pure vero che c’è convenienza economica, il trasloco non
andrebbe fatto, senza arroganza verso le ragioni dei ragionieri
né dell’ingegno dell’Ingegnere, ma con un filo d’ironia,
visto che nessuno ha fatto i conteggi al Corriere o alla Mondadori,
ma tutti capiscono che senza Via Solferino e senza il laghetto
di Segrate ci sentiremmo persi. Solo grazie ai simboli, uno spazio
dove ci smarriamo diventa luogo nel quale ci ritroviamo. Il vuoto
è più pieno del pieno, e infatti vuoti sono i nostri
portafogli a causa del pieno dei nostri stomaci. Fuoco, Fochetti
e, in battibaleno, da giornale garbato diventa della Garbatella,
da indipendente a dipendente dalla Cristoforo Colombo. Perciò,
restare è di sinistra, anche se, per la sinistra, traslocare
sarebbe un gesto contro la spocchia, contro la sicumera, contro
il complesso di inferiorità coperto di muscoli, la Garbatella
al posto dei girotondi, Largo Fochetti per non smarrirsi nello
spazio astratto dell’ideologia, nell’Italia-manicomio che, pur
di fare un’altra pernacchia a Berlusconi, rischia di sdoganare
il satireggiato, di renderlo familiare e innocuo, un’altra maschera
del teatro, un caro difetto nazionale. Io, comunque, resto a
Parigi". Secondo Massimo Giannini, "la stagione della
moral suasion è finita. Un trasloco così radicale
apre una crisi istituzionale che travaglia la legislatura. Lo
stesso capo dello Stato, dopo aver letto le agenzie sul nostro
documento, ha fatto un salto sulla sedia. Lo controfirmebbe,
se solo non ci fosse l’ingorgo della Gasparri".
Immaginifica la prosa di Zuccopycat: "E’ la teoria del trasloco
preventivo, ideato da fanatici amministratori neocondominiali,
a non convincere nemmeno l’America più profonda, working
class, intrisa di paillette della tv commerciale e abbagliata
dalle promesse apocalittiche dei telepredicatori. High Noon,
un mezzogiorno di fuoco alla John Ford, dove da un lato c’è
downtown e dall’altro Largo Fochetti, Garbatella, Italy, provincia
dell’impero". (continua)
27 Novembre 2003