Personalmente non ho nulla, ma proprio nulla, contro Piero Marrazzo. Non mi interessa se tornerà in Rai, se ricomincerà a fare politica, quanto guadagna o quanto prende di pensione. Sono fatti suoi, di chi lo voterà se si candida e di chi lo guarderà se condurrà nuovamente una trasmissione. A suo tempo l’affaire Marrazzo mi fece molta impressione, perché condensava in un’unica vicenda un enorme dolore, privato e familiare, una serie clamorosa di errori, lo svelamento di un ambiente inquietante (via Gradoli), il prologo di una disfatta politica.
Ho letto quest’estate l’intervista che l’ex presidente del Lazio ha rilasciato a Concita De Gregorio e l’ho trovata credibile e sincera in moltissime parti, oltre che assai interessante dal punto di vista psicologico. Insomma, a fronte di tutto l’inchiostro speso sulla parabola dell’ex-governatore, sarei per parlare d’altro, anche se decidesse di tornare a tutti gli effetti un uomo pubblico. Se il comizio dell’altra sera fosse stato solo il primo di una lunga – e gli auguro fortunata – nuova serie.
Un’unica preghiera: risparmiate alle sue figlie il plotone dei cameraman. Non ce n’è veramente alcun bisogno.
21 Settembre 2011
L'ItabolarioMarrazzo
Personalmente non ho nulla, ma proprio nulla, contro Piero Marrazzo. Non mi interessa se tornerà in Rai, se ricomincerà a fare politica, quanto guadagna o quanto prende di pensione. Sono fatti suoi...