Poco fa il Presidente del Consiglio Conte ha fatto un discorso alla Nazione dove ha dichiarato la “zona rossa” con limitazioni alla circolazione delle persone allargata a tutta l`Italia, includendo quindi anche tantissimi luoghi – praticamente ogni Regione se escludiamo Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e in parte Marche – che da settimane fino al momento attuale, cioe` la data di oggi 09/03/2020, sono stati toccati solo marginalmente da parte del COVID-19, noto a tutti come Coronavirus.
Di seguito un grafico sugli ultimi 4 giorni dell`andamento del malati di COVID-19 divisi per Regione, che basa i propri dati su quelli comunicati dalla Protezione Civile, e che mostra come solo le Regioni citate, e in particolare la Regione Lombardia, non arrestano e anzi amplificano la crescita di malati di COVID-19.
Quindi, visti i dati reali, perche` allargare la “zona rossa” a tutta l`Italia, quando solo 2 giorni prima la si era gia` ben definita con le zone dove effettivamente, e realmente, il Coronavirus sta crescendo in modo forte e continuativo?
La prima risposta che viene in mente e` di carattere previsionale, della serie “meglio prevenire che curare”, il che a livello teorico non sarebbe neppure sbagliato.
Qui, pero`, stiamo giocando con la liberta` delle persone, liberta` che viene sancita in modo chiaro e diretto dall`art. 16 della Costituzione, che recita le seguenti parole:
Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.
Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.Nel decreto si dice, tra le altre cose, quanto segue:
Gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia. Un divieto assoluto, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus.
Ora, poste le persone in quarantena o positive al virus, sulle quali non sussitono dubbi che debbano rimanere chiuse in un qualche luogo, possiamo vedere come situazioni di esigenze lavorative e motivi di salute possono essere chiaramente compresi nel nuovo decreto legge.
Cosa possiamo dire, invece, delle situazioni di necessità?
Se rivediamo un attimo l`art. 16 della Costituzione, questo dice come abbiamo visto prima che che…
“…Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.
Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.”Rientra questa situazione in un motivo di sanità? Potrebbe sembrare di si, eppure la limitazione si attua anche a chi di problemi di sanita` non ne ha direttamente o indirettamente, e anche in zone dove il problema di sanita`, che altrove e` forte e molto sentito, si sente appena.
Potrebbe anche essere considerato il tema dell`interesse nazionale, che in una logica di omologazione vuole far sentire tutti i cittadini italiani con gli stessi diritti. Ma perche` levarne a chi potrebbe molto facilmente non averne bisogno? Perche` limitare i movimenti di una citta` di oltre 3.000.000 di abitanti per una malattia, mortale tra il 2% e il 5% dei casi, che al momento in quella zona interessa solo poco piu` di 100 persone?
Difficile dare una risposta davvero sensata in questo caso.
Quel che si percepisce e` principalmente molta confusione e disorganizzazione, concetti che portano a trovare soluzioni spesso frettolose e non adatte alla realta` verso cui si cerca di intervenire, nel bene e nel male.
D`altronde, se davvero per la Costituzione Italiana ogni cittadino e` libero di uscire e rientrare nel territorio della Repubblica salvo gli obblighi di legge, e puo` circolare liberamente in ogni parte dell`Italia salvo limitazioni imposte per motivi di sanita` e sicurezza, e allo stesso tempo questo cittadino non ha ne elementi di salute che rientrino nei motivi, e neppure ha vicino o nelle sue conoscenze qualcuno di questi, allora perche` mettere in campo una legge del genere?
Le prossime settimane ci daranno una mano a capire; per ora, mentre la prima zona rossa di due giorni fa era sembrata una scelta giusta e sensata, questa emerge come un elemento di forte esagerazione rispetto alle reali necessita` del Paese riguardo al Coronavirus.
Speriamo tanto di sbagliarci, ma al momento sembra poco probabile che succeda.