“Li abbiamo beccati! Siamo in un regime!”.
Con queste parole Grillo dice di aver scoperto –come suo solito- la grande cospirazione che si prepara a frodare gli italiani. Di cosa stiamo parlando? Degli ottanta euro in busta paga? Dei tagli all’università? Del job act? Niente di tutto questo. In questi giorni dentro il Palazzo ci si è soffermati sul destino della “Partita del Cuore”. Proprio così, la Partita del Cuore, il match di calcio giocato da vip per fare beneficienza.
Pare che qualche giorno fa Gino Strada (fondatore di Emergency e promotore della partita di beneficienza) abbia chiesto a Renzi di partecipare all’iniziativa benefica per “rilanciare l’attenzione dei media” e riuscire a raccogliere più fondi. Il Premier ovviamente ha accettato, anche perché –parliamoci chiaro- sa bene che il calcio è una delle maggiori attrazioni del Paese, dalla quale attingere voti utili.
I Cinque stelle di conseguenza lo accusano di “strumentalizzare il calcio in campagna elettorale, di volere la diretta tv per conquistare voti”. E diciamolo, la polemica ci può anche stare. Ma è l’esagerazione delle parole, dei toni e dei modi a rendere la polemica stessa ridicola, fanatica.
Per una volta che persone di questo Paese con serie difficoltà di salute possono essere aiutate indirettamente (e/o mediaticamente) dalla politica, Grillo parla di “regime”.
Fossero questi i regimi… in questo regno non si vivrebbe affatto male.
Per la cronaca Renzi ha rinunciato a partecipare all’incontro. Politica- Malati: 1-0.