La candidata presidente del M5S Abruzzo, Sara Marcozzi, anche nota come la “Maga Magò” della trasparenza sulla rete, colpisce ancora. Solo quindici giorni fa, aprendo un comizio elettorale a Montesilvano, la bella Sara lanciava la sfida in diretta streaming a L’Aquilablog, che aveva osato chiederle il motivo per il quale omettesse sempre di ricordare uno degli impegni più pubblicizzati da Beppe Grillo: ridurre la propria indennità di consigliere regionale a 2.500 euro netti al mese, contro gli oltre 6.000 previsti oggi per colleghi abruzzesi.
“Funziona la diretta?” chiedeva la Marcozzi ai tecnici pentastellatti per assicurarsi che tutti potessero ascoltare bene quello che stava per dire.
“Volevo lanciare un messaggio a chi ci segue da casa, perché ieri una giornalista su un blog, dopo aver visto la conferenza stampa di presentazione dei candidati e del programma che presenteremo la settimana prossima (dopo due settimane ancora non è stato presentato, ndr), ha sollevato il sospetto sul fatto che non avremmo rinunciato a parte dello stipendio e ai rimborsi elettorali. L’articolo era incentrato solo sul fatto che, non avendone parlato ieri in conferenza stampa, forse non ci rinunciano. Volevo dire a chi ci segue da casa- tuonava la Marcozzi- che non ne parliamo, perché ce ne dimentichiamo. Perché per noi è naturale che quando andremo a governare la regione lo stipendio lo dimezzeremo a tutti, non soltanto a noi. Me la dovevo togliere questa cosa- concludeva Marcozzi tra gli applausi dei pochi partecipanti al comizio- scusatemi…”
Anche su FaceBook è impossibile vedere il video
La stessa candidata governatrice del M5S Abruzzo, evidentemente colta da un incontrollabile entusiasmo, aveva poi rilanciato la solenne promessa postando il video sul suo profilo di FaceBook dal titolo: #Revolution Abruzzo Tour, la risposta di Sara Maroczzi alla Blogger dell’Aquila. Quel video, prima di essere rimosso, ha ottenuto in poche ore ben 198 mi piace e 57 condivisioni tra i simpatizzanti grillini. Giusto il tempo di farcelo scaricare e salvare negli archivi della redazione de L’Aquilablog e poi, come prevedevamo, “poof”: Maga Magò ha fatto sparire il suo video da internet. Rimosso come, solo qualche giorno prima, erano sparite le domande dei giornalisti dal video di presentazione dei candidati del M5S Abruzzo.
Ora, al posto del video, appare solo un inquietante messaggio di YouTube che avverte che il video è stato rimosso dall’utente, per motivi che rimangono misteriosi .
Forse perché i grillini abruzzesi dimenticano l’impegno di ridursi lo stipendio molto facilmente, proprio come sostiene Sara. O forse sarà stato “pleonastico” ribadirlo troppo, come sostiene un altro candidato grillino, Antonio Lucifero, ormai destinato presto a prendere il posto nei nostri cuori del senatore Antonio Razzi.
Oppure perché, come invece dimostrano i numerosi casi in altre regioni, ridursi lo stipendio una volta eletti consiglieri regionali non è cosa facile neanche per gli adepti del M5S.
Fino ad oggi, infatti, hanno mantenuto la promessa di Grillo di abbassare l’indennità a 2.500 euro nette al mese solo quattro consiglieri regionali: due nel Piemonte e due in Emilia Romagna, compreso Giovanni Favia, cacciato anni fa da Grillo in persona. I consiglieri regionali del M5S in Lombardia e in Sicilia, dopo molte polemiche, hanno invece preferito equiparare la cifra del loro stipendio a quella dei parlamentari grillini: 5.000 euro lorde al mese, più i rimborsi e le spese certificate, che generalmente ammontano ad altri 1.500 euro mensili esentasse. Se la Marcozzi mantenesse l’impegno di dimezzare lo stipendio, partirebbe comunque da una cifra ben superiore ai 3.000 euro (ma solo perché il Consiglio regionale dell’Abruzzo è già quello con le indennità più basse d’Italia). Ai 3.000 euro andrebbero aggiunte le varie indennità per eventuali cariche come quelle dei capi gruppo, dei presidenti di commissione (altri 1.200 euro netti in più al mese), i rimborsi e i gettoni di presenza (circa altri 600 euro esentasse al mese). In tutto i futuri consiglieri pentastellati percepirebbero non meno di 5.000 euro netti al mese. Più del doppio di quello promesso da Grillo. E anche per la consistente voce dei rimborsi “certificati” dai consiglieri e parlamentari grillini sono fiorite sul web molte polemiche. Tanti sono gli articoli testimoni che, in un modo o nell’altro, le vere rinunce sono poche e solo di facciata. Come i consiglieri regionali del M5S in Emilia Romagna che solo per i rimborsi in ristoranti si sono fatti riconoscere 9.000 euro a testa.
Anche l’on. Gianluca Vacca, che prima di entrare in parlamento era un semplice professore di scuola media superiore, certifica rimborsi di 500 euro al mese per un “assistente web” con il compito non troppo complesso di gestire il suo blog, operazione per la quale la maggior parte dei mortali cittadini riescono a pagare al massimo 70 euro l’anno. In più, l’onorevole ex insegnante, da quando percepisce la busta paga da parlamentare, ha ritenuto opportuno di assoldare un bravo commercialista che a 150€ al mese gli cura una misteriosa “contabilità”, presumibilmente relativa solo alla sua attività parlamentare, per la quale potrebbe usufruire già gratuitamente dell’economato della Camera, e non di altri introiti familiari.
Sara Marcozzi, che ama giocare sul sicuro, come dimostra anche la scelta della sua doppia candidatura a governatrice e consigliere regionale del M5S Abruzzo, anche questa volta deve aver pensato bene di far sparire subito quella incauta promessa dal web, per non ritrovarsene un giorno pentita. Come insegna Grillo “la rete non dimentica” e di questi tempi la crisi economica si fa sentire anche per i grillini. Meglio far sparire ogni traccia. Dopo tutto, per meno di 5.000 euro al mese, uno che si candida a fare. O no?