BHO e i suoi nemici


Mi fanno molta tenerezza i giornali italiani di oggi, increduli, quasi colti di sorpresa alla notizia che l’Iran dà di Obama lo stesso giudizio di Bush e che Al Qaida, ammesso che sia giusto dare importanza ai suoi comunicati, voglia lo stesso colpire l’America e l’Occidente (si sono dimenticati che Bin Laden ha dichiarato guerra all’America di Bill Clinton?). La cosa che l’Iran ha capito e il giornalista collettivo italiano ancora no è che gli americani hanno eletto un americano, come loro comandante in capo. Non uno che frequenta l’Ambra Jovinelli. Il mondo non è diventato improvvisamente pacifico. Bush non era la causa dei casini, semmai è stato l’unico – con il laburista Tony Blair – ad aver organizzato una risposta intellettuale, politica e militare coerente, decisa ed efficace all’11 settembre. Una risposta che, peraltro, continuerà a essere la politica degli Stati Uniti e dell’occidente.
Lo stupore sul mondo post Obama molto simile a quello pre Obama continuerà ancora per un bel po’, fidatevi, prima di deflagare in una pesante delusione e nelle solite bandiere americane bruciate in piazza. Le prossime settimane, però, saranno dedicate a magnificare le scelte di BHO, compresa la probabile conferma del capo del Pentagono di Bush, Bob Gates, e il più ampio ruolo riservato al generale David Petraeus. Geniale, poi, il Corriere della Sera di oggi: tra le "novità" della politica estera di Obama segnala o consiglia di "puntare sui diritti umani" e "abbattere le dittature".