Sono anni che si parla degli sconti sui libri e di quanto facciano male a chi i libri li fa, a chi i libri li produce e a chi i libri li vende. Eppure è ancora un affare molto ostico convincere un lettore che promulgare legge che limita gli sconti sui libri è cercare di fare del bene a tutta la filiera, e quindi anche a loro, che di quella filiera godono i frutti.
Proprio per questo mi sembra utile diffondere la bella iniziativa di Eris Edizioni, una casa editrice che pubblica bei fumetti, e che alla fine di ogni fumetto stampa un piccolo riquadro in cui mette nero su bianco come si costruisce il prezzo di un libro,con tutti i valori percentuali messi in fila.
È interessante, perché si scoprono alcune cose che non tutti noi lettori sappiamo, ma soprattutto perché ci fa rendere conto che pretendere che ci scontino un libro è pretendere che qualcuno di quelli che ci hanno lavorato venga pagato meno del dovuto. E questo è male. Perché il lavoro va pagato. Sempre. E fare fumetti, per quanto sia una delle cose più belle al mondo, soprattutto per chi ne fa, è un lavoro. Come distribuirli, come venderli, come stamparli, come tradurli e come promuoverli. E come ogni lavoro al mondo, richiedendo del tempo, va pagato.