Spengo la televisione, chiudo il libro che non stavo leggendo, mi vesto pesante ed esco. Pochi passi, i lampioni, stelle metropolitane, illuminano le strade. Ho voglia di vedere la città ai confini della notte. Il tempo di pensarlo e sono già sull’autobus che percorre tutta la circonvallazione di Milano. Non è la prima volta che lo faccio e molti passeggeri, ormai, li conosco. C’è l’uomo che pare dormire, attorno a lui buste della spesa di ogni colore; ogni tanto si desta, fruga in una borsa, estrae una mela, un solo morso, poi torna a riposare. Una ragazza parla ad alta voce al suo telefonino; tutti noi presenti ascoltiamo le sue parole e dopo poco vorremmo che mettesse il viva voce. Una giovane coppia resta abbracciata, per il freddo e per amore. Ragazzi allegri si raccontano la loro serata L’autobus indifferente a noi, continua il suo percorso. A ogni fermata sale qualcuno con l’aria seccata di chi ha aspettato tanto. Ci sono le facce stanche di coloro che da poco hanno terminato di lavorare; stanno con gli occhi semichiusi e il ritorno casa pare loro un miraggio. Una donna, anche lei circondata da borse di plastica rigonfie, parla piano e ripete in modo ossessivo la stessa frase: “A casa mia, a casa mia…”. Nelle strade poche macchine, prostitute che sorridono a tutti, anche a noi che siamo sul bus, e gente che esce dai cinema. La città illumina sé stessa e popola i chioschi che vendono bibite e panini. Si giunge alla fermata presso la stazione ferroviaria. Scendono quasi tutti e scendo anch’io per camminare nella notte. Guardo il cielo: niente stelle. Non importa, per questa sera ne ho già viste parecchie.
23 Ottobre 2013
Un cortile di Milano visto con gli occhi del portiereL’autobus
Spengo la televisione, chiudo il libro che non stavo leggendo, mi vesto pesante ed esco. Pochi passi, i lampioni, stelle metropolitane, illuminano le strade. Ho voglia di vedere la città ai confin...