Ho cominciato a comporre di prima mattina. Lo spartito, grande e vuoto mi ha messo paura. Lentamente, con qualche titubanza, ho segnato le prime note. Una musica tanto lieve che, se ci fosse stato un pubblico distratto e vociante, non l’avrei sentita. Aprendo le finestre, vedendo la mia orchestra non ancora pronta, mi è venuta voglia di non aggiungere più nulla, ma un compositore dilettante come me deve avere pazienza e aspettare. Una telefonata inattesa con parole affettuose ha fatto sì che lo spartito si arricchisse e la musica è andata in crescendo. Sono uscito, giunto in cortile, altri suoni. L’orchestra stava già suonando senza seguire le mie note. Strumenti strani, borse, zainetti, bollette, ma la musica era dolce. Infine è arrivato il coro, rumori, voci, urla. Tutto perfetto, tranne il mio spartito che, come sempre, non completerò.
17 Ottobre 2013
Un cortile di Milano visto con gli occhi del portiereLo spartito
Ho cominciato a comporre di prima mattina. Lo spartito, grande e vuoto mi ha messo paura. Lentamente, con qualche titubanza, ho segnato le prime note. Una musica tanto lieve che, se ci fosse stato...