#jusquicitoutvabienQuesta foto è una bugia

Questa foto è stata scattata dal fotografo Johnny Nguyen a Portland, il 25 novembre, durante una delle tante manifestazioni organizzate negli Stati uniti in seguito alla decisione di non incrimina...

Questa foto è stata scattata dal fotografo Johnny Nguyen a Portland, il 25 novembre, durante una delle tante manifestazioni organizzate negli Stati uniti in seguito alla decisione di non incriminare Darren Wilson per l’omicidio di Michael Brown, a Ferguson ed è stata condivisa 400mila volte su Facebook, diventando per molti la foto più bella e iconica del gran casino che sta scuotendo gli Stati Uniti, dalle radici.

Ma c’è un ma. Perché come scrive sul Guardian Jonathan Jones, questa foto è una «bugia senza ritegno».

Scrive Jones:

La foto mostra Devonte Hart, un ragazzino di 12 anni, mentre abbraccia singhiozzante un poliziotto bianco. Anche il volto del poliziotto è teneramente emotivo. Il poliziotto sembra confortare il ragazzo. Dopo tutta la rabbia, tutte le divisioni, ecco un bel momento di riconciliazioni umana.

Che nonsense. È un momento tra mille e la scelta di guardare quello e di celebrarlo è chiaramente una scelta: significa farsi cullare nella falsa sicurezza di uno zucchero filato. Ha avuto più di 400mila condivisioni su Facebook. Ma ognuna di quelle condivisioni è una scelta: cosa guardare e cosa non guardare. In un contesto completamente irrisolto, in una situazione immensamente turbolenta, non solo a Ferguson, ma in tutti gli Stati Uniti, dove Ferguson ha aperto una ferita che rimonta i secoli, questa immagine è una bugia senza ritegno.

È vero, si potrebbe obiettare — dicendo il vero — che ogni fotografia è una menzogna. Perché come la pipa di Magritte non era una pipa, ogni fotografia non è la realtà. Ma quando una fotografia è innalzata a simbolo, anche se non è la realtà, un po’ la diventa.

L’analisi di Jones è perfetta nella sua sintesi, e si riassume in questo assioma: «Questa è un’immagine tenera, di conseguenza è popolare, di conseguenza è vera».

Insomma, nel nostro rapporto con quella foto c’è qualcosa di profondamente sbagliato: confondere la realtà con la cronaca sentimentale della realtà. «Il sentimento era solito essere confinato ai musical e a Hollywood» scrive ancora Jones. «Ora dà forma alle notizie».

E questo, almeno a me, sembra un problema.